عواطف عبداللطيف
10-03-2008, 01:35 PM
Io sono Baghdad
Autrice: filosofando - 22 Maggio 2006
Mia cara,
non riesco a vederti così
mentre piangi
soffri, ti lamenti
e gridi
vestita così di nero
lontana da ogni felicità.
Perché piangi mia cara?
Per il tradimento degli amici!
per gli atti terroristici
per la perdita dei cari
per il fuoco dello stupratore
o per l’afflizione dell’ espatrio?
Cosa lamenti mia cara?
Un popolo sgozzato
l’uccisione di un familiare
la fame di un bambino
la soddisfazione di un nemico
la morte della verità
l’espulsione di un fedele
l’ esilio di un amante
la vedovanza di una moglie
la sciagura di una madre
lo strazio di un fratello
o la tristezza di un amico?
Di cosa soffri mia cara?
Del tradimento del tempo
della dignità umana schiacciata
o la perdita degli affetti
la vincita dei traditori
o la malvagità degli squali?
Sai mia cara?
Il dolore mi soffoca
il tradimento mi ferisce
la separazione mi uccide
e la lontananza mi brucia.
Baghdad, mia cara
Allontana da te
ogni rammarico,
il dolore, la tristezza e i gemiti
perché è in te che vivono tutti i ricordi
tu, terra della storia e della civiltà
tu, speranza per tutto quello che verrà.
Amor mio, asciuga le lagrime:
orberanno gli immigrati.
Si ribelleranno i fedeli
insieme ai patrioti
Per allontanare i distruttori.
Baghdad, amor mio
dormiranno felici
i cari martiri
e tornerà l’amore e la fedeltà
ti visterai allora di purezza e di chiarezza
lontana da tutti gli intrusi
per vivere in serenità e pace.
Baghdad, amore mio
rimarrai subalterna
tenace e radiosa
dignitosa e abbagliante.
Io sono Baghdad
la patria degli antenati, dei figli e dei nipoti
io sono Baghdad
la terra delle glorie
io sono Baghdad
che Iddio ti protegga
dall’impurità dei vili e dei cattivi
oh Baghdad
sangue del mio cuore
incontro degli affetti
meta dei desideri
io sono Baghdad.
Dall’Iraq Awatef Abd Allatif: potessa e attivista femminista
Traduzione a cura di Asma Gherib
Autrice: filosofando - 22 Maggio 2006
Mia cara,
non riesco a vederti così
mentre piangi
soffri, ti lamenti
e gridi
vestita così di nero
lontana da ogni felicità.
Perché piangi mia cara?
Per il tradimento degli amici!
per gli atti terroristici
per la perdita dei cari
per il fuoco dello stupratore
o per l’afflizione dell’ espatrio?
Cosa lamenti mia cara?
Un popolo sgozzato
l’uccisione di un familiare
la fame di un bambino
la soddisfazione di un nemico
la morte della verità
l’espulsione di un fedele
l’ esilio di un amante
la vedovanza di una moglie
la sciagura di una madre
lo strazio di un fratello
o la tristezza di un amico?
Di cosa soffri mia cara?
Del tradimento del tempo
della dignità umana schiacciata
o la perdita degli affetti
la vincita dei traditori
o la malvagità degli squali?
Sai mia cara?
Il dolore mi soffoca
il tradimento mi ferisce
la separazione mi uccide
e la lontananza mi brucia.
Baghdad, mia cara
Allontana da te
ogni rammarico,
il dolore, la tristezza e i gemiti
perché è in te che vivono tutti i ricordi
tu, terra della storia e della civiltà
tu, speranza per tutto quello che verrà.
Amor mio, asciuga le lagrime:
orberanno gli immigrati.
Si ribelleranno i fedeli
insieme ai patrioti
Per allontanare i distruttori.
Baghdad, amor mio
dormiranno felici
i cari martiri
e tornerà l’amore e la fedeltà
ti visterai allora di purezza e di chiarezza
lontana da tutti gli intrusi
per vivere in serenità e pace.
Baghdad, amore mio
rimarrai subalterna
tenace e radiosa
dignitosa e abbagliante.
Io sono Baghdad
la patria degli antenati, dei figli e dei nipoti
io sono Baghdad
la terra delle glorie
io sono Baghdad
che Iddio ti protegga
dall’impurità dei vili e dei cattivi
oh Baghdad
sangue del mio cuore
incontro degli affetti
meta dei desideri
io sono Baghdad.
Dall’Iraq Awatef Abd Allatif: potessa e attivista femminista
Traduzione a cura di Asma Gherib